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一期一会 ICHI GO ICHI E Una volta un incontro / Damiano Rosa

23 Febbraio - 31 Marzo

€10
一期一会 ICHI GO ICHI E Una volta un incontro / Damiano Rosa

E’ difficile tradurre letteralmente la frase di quattro caratteri 一期一会 (Ichi-go ichi-e). I kangi che la compongono potrebbero essere tradotti con una certa libertà con “ogni incontro è per una sola volta”. La frase, così formulata, la troviamo negli scritti di due celebri maestri della cerimonia del thè Sen no Rikyū (千利休, 1522 – 21 aprile 1591) e Ii Naosuke (井伊 直弼, 1815–1860) che l’hanno interpretata facendone il fulcro del loro insegnamento. Il secondo in particolare, Ii Naosuke che ricoprì anche l’importante carica di “Tairo” (Amministratore capo) dello shogunato Tokugawa ha forse espresso in maniera definitiva il senso della frase che è poi quella che ancor oggi i giapponesi moderni intendono: Grande attenzione dovrebbe essere data ad una cerimonia del tè, che possiamo definire come di “una volta, un incontro” (ichigo, ichie). Anche se possiamo vedere l’ospite e gli ospiti spesso, l’occasione conviviale di un giorno non potrà mai essere ripetuta esattamente uguale. Visto in questo modo, l’incontro è davvero un’occasione irripetibile. L’ospite, di conseguenza, deve sinceramente avere la massima cura in ogni aspetto dell’incontro e dedicarsi interamente a garantire che nulla sia poco curato. Gli ospiti, da parte loro, devono capire che l’incontro non potrà ripetersi e, apprezzando come l’ospite l’ha pianificato in modo impeccabile, deve anche partecipare con sincerità. Questo è ciò che si intende per “una volta, un incontro”. Nonostante Ichi-go ichi-e sia un concetto che ha origine centinaia di anni fa, il senso profondo della frase pervade la vita moderna e ipertecnologica dei giapponesi e non solo per quanto riguarda la cerimonia del tè. La ritroviamo ad esempio ripetuta anche anche nel “Budo” (la via marziale): si ammoniscono i principianti che, quando commettono un errore durante un incontro, ripetono le mosse per correggersi invece di andare avanti. In una lotta all’ultimo sangue, infatti, può non esserci il tempo per ripetere correttamente il colpo, si deve andare avanti comunque per salvare la propria vita. Anche nel teatro “No” di solito non si prova lo spettacolo se non una sola volta prima di andare in scena, contrariamente a quanto succede abitualmente in Occidente. Ovviamente sarà necessaria una grande preparazione individuale prima dello spettacolo in cui non si può sbagliare e ripetere. Questo forse è il segreto dei giapponesi. Ecco perché chiunque sia stato almeno una volta in Giappone si sarà sicuramente reso conto che nulla è lasciato al caso, tutto è pianificato prima al fine di rendere qualsiasi esperienza piacevole e senza intoppi; ma il discorso può essere esteso non solo alla cerimonia del tè o ad un evento tra più persone, ma alla vita di tutti i giorni, insomma dalle piccole alle grandi cose. In ogni azione che si intraprende, fin dai primi anni di scuola, si insegna ad agire bene subito, senza rinviare o pensare di poter ripetere, perché quell’occasione non tornerà mai più e, anche se tornerà, non sarà mai uguale. Questa frase ha colpito l’autore di questa mostra a tal punto da guidarlo nella sua personale ricerca fotografica che si è sviluppata nel corso di numerosi soggiorni dal 2011 ad oggi. Forse nessun concetto filosofico si adatta così bene alla fotografia. Fotografare è non solo, come tutti sanno banalmente, cogliere l’attimo, ma avere piena coscienza che ogni evento umano e naturale è unico e irripetibile; questo è un passo decisivo per chiunque si voglia avvicinare alla fotografia. La tecnologia digitale ha certamente rivoluzionato il mondo della fotografia permettendo un approccio più semplice e immediato, infatti si può scattare all’infinito e in rapida successione, si può cancellare e scattare di nuovo, si può vedere subito la foto, tutto questo con costi ridottissimi rispetto al passato. In questa rivoluzione fotografica quello che forse si sta dimenticando però è il valore del singolo istante che deve essere preparato, cercato, catturato con grande concentrazione e studio preliminare. Quello che si rimprovera agli allievi di arti marziali è che se sbagli devi andare avanti, non puoi ripetere. Quando scatti, allo stesso modo, non ti puoi fermare a guardare l’immagine per vedere se è venuta bene e al limite scattare di nuovo. Può sembrare paradossale, ma anche un paesaggio immobile cambia ogni istante. Può passare una nuvola cambiando di colpo la luce, si può aprire o chiudere una finestra, e l’immagine è già cambiata un istante dopo. Dunque quando si fotografa, l’Ichigo ichie in un certo senso si raddoppia: all’atto consapevole, da parte dell’osservante, di scattare in un momento preciso e irripetibile bloccando sulla pellicola un’azione, si aggiunge l’unicità della cosa osservata che muta da un istante all’altro. Da questa presa di coscienza l’autore di queste foto ha deciso di abbandonare il mezzo digitale per riavvicinarsi alla tradizione utilizzando fotocamere analogiche e pellicola, sviluppando e stampando in camera oscura personalmente tutte le immagini qui proposte. Questo modo di procedere è ancora più coerente con l’Ichigo ichie. Lo sviluppo delle pellicole e la stampa, per quanto precisi e scrupolosi, rendono ogni foto unica, cristallizzando ancor più in un preciso momento storico lo scatto. Non per nulla i collezionisti di opere fotografiche distinguono una stampa e conseguentemente il suo valore a seconda dell’epoca in cui è stata stampata: un cosiddetto “vintage” non dovrebbe essere stampato oltre un anno dalla data di scatto.

OPENING

Inaugurazione 23/02 ore 17:00 (INGRESSO LIBERO)

ORARI

MAR-DOM 08:00-19:00

INFO

Tel. 3391318610
tetenal@raset.it

Dettagli

Inizio:
23 Febbraio
Fine:
31 Marzo
Costo:
€10
Categoria Evento:
Tag Evento:

Luogo

Museo delle Civiltà
Piazza Guglielmo Marconi, 14
Roma,
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