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Banco Ottico Grande Formato 20×25 / Laboratorio con Andrea Catoni

16 Marzo @ 14:00 - 17:00

Gratuito

Il banco ottico, utilizzato nell’800, è una speciale fotocamera professionale, dotata di particolari funzioni assenti nelle fotocamere portatili, che utilizza pellicola piana nella fotografia tradizionale, o sensori ad alta definizione nella fotografia digitale. Solitamente il banco ottico utilizza pellicole piane, negative o invertibili, nei formati 10×12 cm, 13×18, 20×25 o superiori, definite “grande formato”.

Il banco ottico viene per lo più impiegato nello studio fotografico per la realizzazione di still life o in esterni nella fotografia architettonica. Le diverse parti sono montate su una rotaia e la parte anteriore è collegata con la posteriore da un soffietto, in modo che si possa variare la geometria della macchina per ottimizzare la messa a fuoco o correggere le distorsioni prospettiche dell’immagine. Tutti i movimenti sono controllati mediante dispositivi micrometrici, in modo da ottenere la massima precisione negli spostamenti. Il banco ottico è composto da un tubo porta standarte o tubi di prolunga aggiuntivi; questo è il vero banco ottico, che determina anche l’asse del punto di vista; una parte, detta “standarta anteriore”, che supporta la “piastra portaottica”, alla quale viene applicato l’obiettivo, corredato o meno di otturatore; una parte, detta “standarta posteriore”, alla quale è applicato il vetro smerigliato per la messa a fuoco; la stessa standarta, grazie a un sistema di sblocco, serve ad alloggiare la pellicola piana o in rullo, precedentemente caricata nel proprio chassis; un soffietto a tenuta di luce, che collega entrambe le standarte.
Il banco ottico non possiede nessuno degli automatismi più elementari presenti su macchine reflex o medio formato, sia analogiche che digitali, necessari alla lettura e definizione dell’esposizione. Tutti gli elementi per la lettura dell’esposizione, come l’esposimetro a sonda o il classico esposimetro per luce incidente, sono applicabili a parte. Entrambe le standarte hanno poi la possibilità di modificare la propria angolazione e posizione, sia sull’asse verticale, che su quello orizzontale. Questi movimenti sono detti rispettivamente basculaggio e decentramento e sono ottenibili grazie a dispositivi meccanici, per alcuni modelli micrometrici, oppure grazie a leve di sblocco. Il basculaggio permette, ad esempio, la messa a fuoco ottimale sul soggetto, senza utilizzare necessariamente la profondità di campo, semplicemente allineando la standarta anteriore al soggetto. La decentratura permette di inquadrare soggetti evitando la deformazione prospettica. Ad esempio nella fotografia architettonica ciò permette di evitare la deformazione prospettica degli edifici, derivante dall’inclinazione della fotocamera. L’incontro si prefigge il compito di far conoscere il grande formato fotografico.

INFO

Tel. 3391318610
tetenal@raset.it

Dettagli

Data:
16 Marzo
Ora:
14:00 - 17:00
Costo:
Gratuito
Categoria Evento:
Tag Evento:

Luogo

Centro Sperimentale di Fotografia Adams
Via Biagio Pallai, 12
Roma,
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